LGBTQ Art in Prison

84 disegni aprono le porte ad altrettanti artisti gay, lesbiche, trans incarcerati nelle prigioni statunitensi. I loro lavori sono stati esposti a New York nel Abron Art Center di New York, nella mostra collettiva On the Inside, che si è chiusa il 28 dicembre.

Ma cosa immaginano le persone LGBTQ che vivono in carcere?

La bellezza e la sensualità del corpo, la propria identità sessuale e di genere, il desiderio. Affermano che il primo bisogno di libertà è quello di poter essere riconosciuti nella loro identità di persone LGBTQ, quando purtroppo fra la popolazione incarcerata sono i soggetti a maggior rischio di marginalizzazione e vittimizzazione fisica e sessuale. Ma accanto a queste, che sono le tematiche predominanti, ci sono anche il rapporto con la religione e con le star dello spettacolo, un mondo altro in cui ritrovare una dimensione di liberazione.

I lavori sono stati realizzati con materiali semplici e di fortuna reperibili in carcere: carta da lettere, matite, cartucce di penne a sfera (l’involucro in plastica rigida è considerato troppo pericoloso), ma anche con strumenti innovativi, come un pennello ad aria creato con un inalatore per asma e del preparato in polvere per succo.

Il progetto, oltre a far uscire i disegni dalle carceri, ha anche creato un sistema attraverso cui è possibile entrare in contatto con gli artisti, creando così anche connessioni personali fra mondo esterno e interno alla prigione.

On the Inside è stato reso possibile dalla collaborazione fra la curatrice Tatiana von Furstenberg e il l’organizzazione Black and Pink. Black and Pink è la più grande organizzazione americana LGBTQ che raccoglie oltre 10.000 incarcerati, il cui scopo è promuovere i diritti dei prigionieri LGBTQ e di facilitare forme di dialogo e connessione con persone esterne alle mura carcerarie.

Le opere sono visibili nel sito del progetto

 

(English text)

84 lesbian, gay and trans artists could get out of their gate’s prisons through their drawings, which were exhibited in the group show On the Inside at the Abron Art Center in New York City in December 2016.

The drawings give the viewers a glimpse on LGBTQ imprisoned people imaginary.

The beauty and sensuality of the body, eroticism, sexual and gender identity, are the most common subjects of the art works, probably inspired by the physical and sexual victimization face. Other relevant topics are religion and God and their admired celebrities, both referring to a dimension of freedom.

Art works were realized with very basic materials prisoners have access to behind the bars, mostly letter-sized papesr, dull pencils or pens. But just as an example of the difficulties they had to overcome, let’s mention that prisoners are allowed to use only the ball-point ink tubes, because the hard shell is deemed too dangerous. Someone created an innovative air brush tool using an asthma inhaler with Kool-aid.

The project had two main outputs. The first one being that the drawings were brought outside the prison. The second one that it created a system to put tin touch he artists in touch with pen-pal friends outside the prison walls.

On the Inside was conceived of by curator Tatiana von Furstenberg in collaboration with Pink and Black. This is the largest not-for-proft organization in the USA providing support to LBGTQ people, reaching 10.000 of them. Its aim is to stand for their civil rights and to create connections between prisoners and outside pen pals.

All the art works can be seen on the project website

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Chino “Love affair naughty”

 

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Stevie S. “Allure”

 

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Kasha “Strength”

 

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Jim S. “Life Study”

 

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Eddie D. “Country boy”
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Jerry U. “Ms Monroe”

 

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Ray “Virgin Mary”

 

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Neva “Prayer”